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Blog esoterico

Magia degli specchi

Magia degli specchi: lo specchio restituisce l’immagine in maniera reale, senza filtri né bugie. Scopriamo in cosa consiste la magia degli specchi

Magia degli specchi

Lo Specchio Magico è forse uno degli strumenti più misteriosi di sempre. Già l’oggetto dello specchio in sé affascina e spaventa allo stesso tempo: amiamo la nostra immagine, controlliamo il nostro aspetto ma, insieme, temiamo quello che lo specchio rimanda. Il concetto poi di “Specchio Magico” è stato un suo naturale sviluppo, vista la sua natura molto vicina al mondo magico e segreto, la sua nascita come supporto Esoterico risale alle antichità.

Sono stati rinvenuti degli specchi addirittura nelle tombe risalenti al periodo alessandrino. A quell'epoca si credeva anche che lo specchio potesse essere usato come portale per vedere cosa stava succedendo a grande distanza (sia fisica che temporale). Anche nell’Antica Roma era presente uno specchio che ricopriva questa funzione, prova che l’abbinamento Divinatorio ed Esoterico risale a tempi remoti.

Non possiamo dimenticare due collegamenti noti, lo specchio della regina di Biancaneve e quello di Alice nel Paese delle Meraviglie. Se la prima lo usa per confermare il suo fascino e per sapere cosa fa la sua “rivale” in amore; la seconda vi entra dentro come una porta che la collega al mondo magico e segreto, Il Paese delle Meraviglie, appunto.

Lo specchio restituisce l’immagine in maniera reale, senza filtri né bugie. Quello che le persone vedono di noi è riflessa nella sua immagine. Ci può piacere o meno, ma la sua sincerità non ha filtri e non fa sconti.

Nella storia abbiamo vari esempi di come lo specchio non fosse solo legato alla vanità personale, a cui sembra essere stato delegato abbastanza di recente), ma di come esso fosse utilizzato in vari ambiti.

Per esempio, nelle religioni monoteiste era usanza coprire gli specchi durante le cerimonie funebri, per evitare che l'anima del defunto potesse rimanervi intrappolata e quindi legata al mondo terreno.

Il collegamento Luna-Specchio oltre all'analogia funzionale (entrambi inerti per natura, vivono di vita riflessa; la Luna stessa è una sorta di specchio), e morfologica (la sagoma tondeggiante), si lega nella pratica occulta e serve come strumento divinatorio; infatti, la ritualistica si basa sui cicli della Luna e spesso è fatta la parte operativa proprio sotto i raggi diretti dell’astro d’Argento.

Il legame acqua-donna è anch’esso universalmente notorio nei domini della simbolica mitico-religiosa, esoterica, psicoanalitica, artistico-letteraria. La sua trattazione è ampia, ma si legano per varie motivazioni le due figure. Se dovessimo collegare una carta dei Tarocchi al binomio e anche alle capacità dello specchio, dovremmo abbinarlo alla lama della “La Luna”, che non a caso possiede anche l’acqua stagnante, nella sua simbologia, vista anche come specchio riflettente.

L'associazione acqua-specchio risulta chiaro suoi termini di corrispondenza, a livello di strutture culturali profonde (il più antico e semplice mezzo di riflessione dell'immagine è offerto proprio dall'acqua, che costituisce quindi il capostipite naturale di tutti gli specchi), vuoi di tecniche vaticinatorie (lo specchio può essere sostituito, da recipienti colmi d'acqua, senza alterazione del fenomeno atteso).

Lo specchio adoperato in occultismo non sfugge a questa regola; anzi, considerando che fin dall'antichità fu impiegato a scopi principalmente mantici e che, nonostante la presenza di figure maschili di indovini, la maggior parte dei personaggi legati alla divinazione apparteneva all'altro sesso (sibille, profetesse ecc.). Possiamo anche considerare le due vie “magiche”, una solare/maschile, l’altra lunare/femminile, di cui lo specchio è assolutamente uno degli strumenti più importanti ed usati per il suo aspetto pratico.

Il suo uso in magia ha una doppia valenza: da una parte può arrivare a visualizzare una persona a distanza cercando di influenzarla con la propria volontà; dall’altra viene impiegato a scopo divinatorio, per leggere il futuro, e come supporto di meditazione, dove lo sguardo rivolto allo specchio, rilassa in una funzione auto ipnotica, e rivela immagini da interpretare.

Ma per l’uso magico va bene qualsiasi specchio?

La risposta è no: per l’uso esoterico, necessita uno specchio apposito e usato solo con quella funzione, va manipolato con cura e con precisi rituali, va consacrato e preparato energeticamente alla funzionalità preposta.

Lo stesso si può dire del tempo e dei modi di consultazione che devono precedere norme ben stabilite. Ci sono dei tempi, delle ore, delle luci, una certa condizione atmosferica, ablazione dell’oggetto…molto lavoro ben determinato per accedere alla pratica che può sembrare semplice, ma non lo è affatto.

Una volta messo a punto, lo specchio diventa uno strumento molto personale che il solo contatto di mani estranee, o maggiormente la manipolazione da parte di soggetti non qualificati, possono seriamente danneggiare. La specifica delicatezza dell'oggetto necessita anzi, secondo i testi più autorevoli, di un'accurata protezione dagli agenti esterni (polvere, umidità, ecc.) per cui se ne consiglia oltre alla custodia nell'oscurità e in luogo inaccessibile, la fasciatura con drappi di seta o velluto di colore scuro.

Alcuni credono che le immagini percepite con questo mezzo si formino alla superficie dello specchio, ma sono in errore. L'indovino fissa la superficie fino a che i suoi occhi non la vedono più, e una specie di nebbia si interpone fra essi e lo specchio. È sopra questo velo che si disegnano le figure che egli desidera vedere, e ciò gli permette di rispondere negativamente od affermativamente alle domande che gli vengono fatte. Lo specchio è un supporto alla concentrazione del mago, fa da ponte tra la materialità e l’oltre mondano, in maniera che chi lo pratica abbia ”veda” immagini che lo possono aiutare nella sua ricerca o nel responso che vuole ottenere. Egli allora descrive le sue figure così come le ha ricevute. Quando l'indovino si trova in questo stato, non vede nello specchio ciò che realmente vi sarebbe da vedere: e la percezione sua nasce dal suo intimo e non si trasmette agli occhi ma bensì all'anima.

Lo stesso principio d’azione si trova nella lettura della sfera di vetro o di cristallo.

È molto diffusa una tecnica che invita a porsi davanti uno specchio, in penombra, con una candela accesa tra specchio e viso e fissare la propria immagine per un tempo variabilmente lungo. Si possono avere visioni e proiezioni di sé, del proprio futuro di vite precedenti…

Ma non dobbiamo dimenticare che lo specchio rimanda l’immagine che riflette; infatti, viene usato per mandare indietro energie negative, malocchi, fatture…in questo modo si può usare come un ciondolo da portare sempre al collo o si pone uno specchio davanti alla foto di chi teme di essere raggiunto da tali negatività.

Come riflette “cattura anche un’immagine”: in alcuni tipi di magia gli specchi sono utilizzati per catturare spiriti negativi al loro interno, imprigionandoli e rendendoli inoffensivi. È rituale anche l'utilizzo dello specchio per catturare la luce del sole e delle fiamme, in particolar modo nel periodo solstiziale di Litha.

Si dice che lo specchio sia particolarmente detestato dai vampiri poiché quest’oggetto cattura solo le immagini di cose realmente esistenti mentre il Dracula, sospeso in una dimensione limbica tra sogno e realtà, non può entrare a far parte di questa categoria. Lo specchio diventa, quindi, il mezzo attraverso il quale il Vampiro prende coscienza del suo non esistere e, quest’amara rivelazione, lo rende cieco di rabbia e dolore fino a farlo fuggire. La sua immagine non si riflette e questa constatazione lo porta alla consapevolezza del suo tormento: lo stato del non essere.

Proviamo a vedere l’esempio di un rituale con uno specchio:


In una notte di luna piena formate un cerchio protettivo e preparate al centro della stanza un altare.

Sull’altare mettete un’immagine di una Dea lunare (Artemide, Ecate, Selene…) e uno specchio rotondo (non più di una trentina di centimetri di diametro).

Circondate gli oggetti sull’altare con nove candele bianche e bruciate un incenso protettivo (legno di sandalo, salvia, rosmarino…).

Accendete per prima la candela più direttamente davanti all'immagine della Dea, pronunciando una preghiera di ringraziamento e di invocazione per essere liberati da ogni forma di male e di negatività.

Restate per un poco in piedi davanti all’altare poi, quando vi sembra il momento, prendete lo specchio in mano e girando lentamente in senso antiorario intorno alle candele, in modo che si riflettono nello specchio e orientatelo in modo che rifletta la luce nella stanza. Continuate a girare sempre aumentando la velocità finché sentite che lo specchio ha rimosso la negatività da tutti gli angoli.

Quando avete finito rimettetevi davanti all’immagine della Dea e ringraziate.
Spegnete ad una ad una le candele. Sciogliete il cerchio.

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